Il modo migliore per fare una cosa è farla! (A. Earhart)

Non c'è coraggio senza paura.

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domenica 8 maggio 2011

Estemporanea di Pittura 01-08 Maggio 2011


01 – 08 Maggio 2011

La Primavera di Vibo Valentia porta con sé, come ogni anno, numerosi eventi artistici e culturali.

Al fine di accrescere, attraverso l’arte pittorica estemporanea quale forma immediata e genuina d’espressione, la Valorizzazione del Territorio, l’Associazione HipponiumForm organizza la Prima Edizione del premio di Pittura Estemporanea:

Identità del Territorio e Valorizzazione dei Luoghi

La manifestazione, di forte connotazione innovatrice, si pone come punto d’incontro e diffusione di una cultura visiva che tenda a potenziare la conoscenza del patrimonio culturale e delle bellezze territoriali fruibili in questo contesto attraverso l’ispirazione e la professionalità degli artisti, nel desiderio di rafforzare il legame tra identità e territorio, cultura e turismo sostenibile.

Un Dono per la Terra

In un tempo lontano, su una scogliera lontana, vivevano il Cielo e la Terra.Il Cielo amava la Terra e viaggiò in lungo e in largo alla ricerca di un dono che fosse degno di lei. E il Cielo continuò a cercare e s’imbatté nelle Primule: “Donatemi i colori dei vostri petali, affinché possa darli alla Terra”, ma le Primule negarono: “Essi appartengono alle farfalle e alle api e noi non possiamo disporne”. E il Cielo proseguì, rattristato, e s’imbatté nelle Farfalle: “Datemi i colori delle vostre ali, affinché possa donarli alla Terra”, ma le Farfalle fuggirono via: “Non possiamo disporne, perché essi appartengono al Tempo”. E, giunto in una foresta, s’imbatté nel Pavone. “Dammi i colori delle tue piume” chiese il Cielo: “Affinché possa donarli alla Terra.” Ma il Pavone rispose: “Questi colori non appartengono a me ma alla Natura che me ne ha fatto dono e non posso disporne”. E il Cielo si recò dalla Natura: “Concedimi i tuoi colori affinché possa donarli alla Terra”. “Non posso disporne” rispose la Natura “Poiché essi non appartengono a me ma alla Vita”. E il Cielo si rifugiò desolato presso il Mare: “Concedimi il tuo colore, perché possa farne dono alla Terra”. Ma il Mare mugghiò e s’increspò e disse: “Esso non mi appartiene, ma mi viene dal Cielo”. Il Cielo fu turbato nell’udire quella risposta e si interrogò a lungo su quale dono fosse degno della Terra e si rivolse al Sole: “Donami la tua luce perché possa farne dono alla Terra”. Ma il Sole sorrise e disse: “Tu non puoi donare alla tua sposa quel che già possiede. Non posso disporre della mia luce perché essa appartiene alla Terra”. Il Cielo, sconsolato, corse via e si rifugiò in un bosco. E qui s’imbatté in un Uomo intento a riempire una tela bianca di colori e sfumature. Il Cielo ne fu colpito e gli si avvicinò: “Perché il Sole, la Natura, il Mare e tutte le Creature hanno rifiutato a me che sono il Cielo i loro doni, e li hanno invece concessi a te, che sei solo un uomo?” domandò adirato e dispiaciuto. Ma l’Uomo rispose con umiltà: “Signore, quel che vedi su questa tela ti inganna. I colori che vedi sono frutto della mia mente poiché la Terra non può privarsi dei suoi doni, ma mi ha concesso la Fantasia, affinché possa venire in essere quel che intorno a me è già in potenza”, e l’Uomo donò al Cielo la sua Tavolozza e il suo Pennello. “La tela la possiedi già” disse con un sorriso. Il Cielo tornò sulla scogliera e, felice, implorò la Fantasia di venire in suo aiuto, ed Ella venne. Lasciò scivolare i colori giù dalla Tavolozza e attraverso le Nuvole, chiese alla Pioggia di cadere per rimescolare i colori, e al Sole di illuminarli per dare luce alla sua opera.

Quel giorno il Cielo creò il suo dono per la Terra e lungo la sua tela azzurra fino all’ultimo orizzonte, risplendette l’Arcobaleno.

Marta Fanello

martedì 25 gennaio 2011

Acciaio - Recensione

Appena terminata la lettura di un libro che ha fatto molto discutere: "Acciaio", di Silvia Avallone.
Approcciandolo avvertivo il rimescolio interno di quel pregiudizio che nasce dall'aver ascoltato, prima di conoscere, molti giudizi.
Giudizi e opinioni diverse fra di loro, le polemiche seguite al Premio Strega, la delusione di chi si aspettava un capolavoro e un capolavoro non ha trovato.
La delusione di chi lo reputa un capolavoro e non accetta la stroncatura di chi questo capolavoro non riesce a trovarlo.


Di seguito la mia opinione:

il libro ha alcuni pregi.
C'e' una certa maestria nel descrivere la vita monotona e noiosa di una piccola citta', in cui in realta' nulla succede e quel poco che succede e' scandito dai turni di lavoro e dalle ripetitive azioni di una quotidianita' grigia.
C'e' una certa mestria narrativa nel riportare con crudezza le vicende di adolescenti annoiati, alla ricerca di qualcosa di grande, diverso, ma incapaci in realta' di misurarsi con quel che grande e diverso lo e' davvero.
C'e' una certa mestria nel descrivere i paesaggi e le emozioni dei personaggi e nel suscitare qualche emozione, in particolare evocativa, nel lettore.

Il problema risiede pero' appunto in quella parola: evocativa.
Io sono nata nel 1982, le protagoniste del romanzo nel 1987,abbiamo vissuto la nostra infanzia e adolescenza in un contesto temporale pressocche' identico, fatto degli stessi avvenimenti, delle stesse canzoni, degli stessi cibi.

L'11 Settembre 2001 io avevo 19 anni, loro 14.

Ritrovare all'interno del libro suggestioni relative al proprio vissuto, al proprio passato, ai propri ricordi legati agli anni '90 e ad accadimenti comuni e' facile per me.

Ma a questo punto mi chiedo: risiede questo nella maestria dell'autore o e' giocoforza qualcosa che accade dentro di noi ogniqualvolta ci riconosciamo in qualcosa che fa parte del nostro passato e che condividiamo con il personaggio che vive nella carta?
Un 14enne di oggi, nato nel 1997, che ricorda ben poco della caduta delle Torri Gemelle, proverebbe le stesse emozioni in quella descrizione?
Un 63enne di oggi, che, verosimilmente, non si e' mai fatto riempire l'estate dalle canzoni di Corona, essendo la sua memoria musicale legata a ben diverse melodie, e che ha raramente masticato Big Babol panna e fragola, si riconoscerebbe in questi dettagli fino ad emozionarsi?


Durante le lettura e' stato questo uno dei primi limiti del romanzo in cui mi sono imbattuta. Il dubbio che, nella sua capacita' di suscitare alcuni sentimenti, sia in grado di farlo universalmente o solo se applicato al giusto lettore, dove per giusto si intende il lettore di una certa fascia d'eta', nato non prima del 1976 e non piu' tardi del 1988, possibilmente proveniente da un simile contesto.
Ma, sebbene possa essere uno dei limiti, direi che questo e' forse il minore e meno rilevante.
In fondo, dove sta scritto che un buon libro debba essere in grado di arrivare a tutti, indistintamente?


Ci sono pero' altri elementi, talmente esasperati che mi hanno quasi affaticata durante la lettura.
E sono proprio le esasperazioni!
Un' esasperazione di tutto, esasperata ed esasperante al punto da diventare fastidiosa e in parte annullare o controbilanciare negativamente le belle descrizioni e i momenti di buona scrittura.
L'esasperazione della bellezza delle protagoniste, talmente reiterata e portata all'estremo da risultare assurda e ridicola.
(Sorvoliamo sulla peluria BIONDA e soffice delle braccia della MORA Anna, una cosa che personalmente non ho mai visto in natura!!!!!!!!!)

L'esasperazione del sesso. Sesso ovunque. Sesso in Enrico che guarda la figlia 13enne dal binocolo, sesso nei calendari di Max sparsi ovunque, sesso in ogni luogo e in ogni momento, sesso in ogni pensiero, in ogni frase, quasi in ogni pagina.
E' dovunque, spunta in qualsiasi contesto, e' continuo, insistente, animalesco, assurdo, innaturale, troppo troppo troppo. E forse, proprio li' dove sarebbe stato necessario un riferimento al sesso, non c'e'.
E' fastidioso, diventa onnipresente, inutile, noioso!


L'esasperazione degli stereotipi. Per carita', gli stereotipi esistono ed e' un pregio saperli descrivere, ma su 10 personaggi si auspica che qualcuno sia stereotipato, qualche altro no (come succede un po' nella vita). In questo romanzo tutta la vita e' stereotipata. Non c'e' via d'uscita.


L'esasperazione del negativo.


Non mi associo al coro di commenti che hanno stroncato il libro, perche' diversamente da altri romanzi di oggi, ne emerge una certa maestria e consapevolezza nell'uso della scrittura.
Ma oltre questo il mio commento non puo' essere positivo, visto il senso di fastidio che ha generato in me dalla prima all'ultima pagina.


Per l'ennesima volta, si conferma quest'anno il reiterarsi, appunto l'esasperazione, di una letteratura giovanile che ci impongono, ma che proprio non va.

E' un peccato.

sabato 18 dicembre 2010

Autori e non autori

http://www.andreamucciolo.com/autori_rifiutati.html

Ringrazio Andrea per avermi inviato il suo articolo, che tocca una tematica oggi fondamentale per ogni autore.
Ne proporrei un'altra: chi può considerarsi uno scrittore oggi?

Ultimamente si sta creando un forte pregiudizio verso gli autori che hanno pubblicato anche solo una volta a pagamento, senza pensare che forse, oltre a quel libro pubblicato a pagamento potrebbero avere nricevuto ulteriori riconoscimenti o premi in merito a scritti diversi e contesti diversi.

Oggi il valore di uno scrittore non è determinato solo dall'aver pubblicato, perché sappiamo bene come vanno le cose e come funziona il mondo dell'editoria.
Per esserlo bisognerebbe aver ricevuto una serie di riconoscimenti in ambiti disparati e da un pubblico e una critica il più varie possibili.

Come sempre, questa è la mio opinione e, come tale, bel lungi dal porsi verità assoluta.

mercoledì 15 dicembre 2010

Eppure c'e` qualcosa che non va...

Si', ieri e` passata la fiducia al Governo.
Si`, le cose non sono andate proprio come qualcuno sperava.
Si', la situazione e` insostenibile in ogni senso.
Si', c'e` bisogno di una svolta.

Ma che genere di svolta?
Una svolta di pensiero! Perche`nonostante le proteste, nonostante lo scenario che sembra prospettarsi qualora cadesse questo Governo, a me sembra che qualcosa comunque non vada.

Io non posso accettare frasi del tipo: "Al posto di questo Governo va bene anche Topo Gigio".
Io non posso accettare che, per un paese come l'Italia, in cui la situazione dell'occupazione, del benessere, delle prospettive di futuro e' tragica e apparentemente irrisolvibile si opti ancora per il "meno peggio".
Io non posso accettare che l'Italiano abbia ancora l'abitudine di cercare un capro espiatorio per tutto questo e, una volta trovatolo, stia bene li' dove sta.
Non posso accettare di sentir dire a un trentenne che un aereo di una compagnia low cost puo' anche partire con un'ora di ritardo perche` tanto: "Con quello che costa..."
Non posso accettare che l'Italiano abbia l'abitudine di voler primeggiare assolutamente in autostrada o durante la fila all'Ufficio Postale per dimostrare di essere piu' furbo degli altri, mentre l'Italia e` indietro di parecchie misure rispetto al resto d'Europa.
Non posso accettare che un politico, che si propone come futuro Ministro o addirittura futuro Premier si metta a giocare su Internet a chi ha i voti piu' alti a scuola sfidando un attuale Ministro che, a sua volta, risponde alla provocazione.
Non posso accettare che alla gente piaccia questo modo di agire da parte dell'opposizione.
Non posso accettare che quel che avviene in Politica si rispecchi quotidianamente nel piccolo mondo di ciascuno o quasi e nei comportamenti della gente.
Non posso accettare che un gruppo di facinorosi blocchino la Capitale impedendo agli onesti cittadini e ai lavoratori di lavorare, distruggendo quel che molti hanno faticato a costruire, senza alcun rispetto verso quello stesso popolo che dicono di rappresentare.

Io voglio che il mio paese cambi modo di pensare, di agire e di approcciare la realta'. Voglio che il mio paese cerchi il meglio e non si accontenti del meno peggio. Voglio che l'Italia sfolgori nella sua bellezza e non che si arrangi perche' "tanto..."

Io credo solo che ieri la fu-Destra rappresentata dalla maggioranza abbiato tirato un sospiro di sollievo, e questo e` pacifico.

Ma credo che ieri anche la Piu'-o-Meno Sinistra abbia tirato un sospiro di sollievo.

Se il Governo cadesse l'Opposizione potrebbe suo malgrado ritrovarsi al Potere, e questo vorrebbe dire DOVER dimostrare alla gente che un Paese Diverso si puo' costruire, che Politici Diversi esistono, che il problema era davvero solo l'attuale classe dirigente.

C'e` qualcuno che sia in grado di farlo???

sabato 16 ottobre 2010

Sostenere la Ricerca contro il Cancro.

L'anno passato l'idea fu quella di postare sulla propria bacheca di Facebook il colore del reggiseno che si indossava.
La notizia raggiunge i TG (o così si dice!).
Non ricordo nulla di quell'evento, sebbene all'epoca usassi già attivamente il social network, né ricordo di aver udito nulla che ne desse rilevanza in televisione o sui giornali.
Mi chiedo in quanti ne abbiano sentito parlare.
Mi chiedo quale contributo abbia apportato alla ricerca contro il cancro.

Quest'anno circolano su Facebook messaggi e post in cui si invita il popolo femminile a postare nel proprio stato la frase MI PIACE seguita dal luogo in cui si preferisce appoggiare la borsa quando si rientra in casa. Questo al fine di dare visibilità al concetto di "unione fa la forza" al fine di sostenere, ancora una volta, la ricerca sul cancro al seno.
Nei giorni scorsi ho assistito a quel che succede sul network e le mie idee al proposito ne sono uscite confermate.

Tre punti emergono da questa attività apparentemente positiva e che così vuol proporsi:
1. Su FB non fanno che apparire frasi del tipo: MI PIACE SULLA SEDIA, MI PIACE NELL'ARMADIO, MI PIACE SUL DIVANO, MI PIACE SUL TAVOLO e compagnia bella.
2. Gli uomini sono all'oscuro della faccenda e rispondono ai posts con le domande che chiunque potrà immaginare.
3. L'esspressione "lotta al cancro" non compare mai dietro questi posts.

Tre riflessioni seguono ai tre punti indicati:
1. Ho l'impressione che una tematica così delicata e importante venga affrontata con un gioco di allusioni (che è chiaramente voluto e sfocia nel volgare, senza voler cadere in moralismi da età della pietra) che mi appare assolutamente fuori luogo. Se il fine giustifica il mezzo o l'effetto scusa il fatto, direi che la risonanza dell'evento non è tale in fondo (bisognerebbe provare a chiedere a un qualunque cittadino di età media fra i 20 e 60 anni) da meritarsi un plauso.
2. Ancora una volta una tematica così importante viene toccata con l'inefficace arma della comunella di un sesso contro l'altro. Le donne criptano i loro messaggi, al fine di confondere l'uomo che, smarrito dai loro provocanti "mi piace" non sanno più cosa pensare. Si potrà sostenere che questo è un modo per attirare l'attenzione degli uomini, ma in quanti casi la discussione che si apre in seguito ai commenti affronta la tematica "cancro"?
3. La madre di tutte le domande: COME TUTTO QUESTO PUO' AIUTARE LA RICERCA CONTRO IL CANCRO? Perché il messaggio è criptato e non passa forte e chiaro? Perché gli uomini non vengono coinvolti? Perché giochi di parole e catene strane che a lungo andare distorcono il messaggio facendolo andare a parare su tematiche che non hanno nulla a che vedere con la ricerca, la medicina, la sofferenza, la malattia?
Perché si tende a distorcere tutto quando ci sono milioni di cose da dire, milioni di messaggi da postare, milioni di links da allegare?


http://www.airc.it/
http://www.fondazionefirc.it/
http://www.istge.it/

Quanto scritto è frutto della mia personale opinione e, per questo, ben lungi dall'essere verità assoluta.
Attendo a mente aperta opinioni contrarie.

mercoledì 29 settembre 2010

Leicester


Scrivo il mio primo post da Leicester, la città del Regno Unito in cui mi sono trasferita per il mio PhD in Archeologia.

Leicester è una bellissima città, stracolma di fiori, verde, prati e piste ciclabili. Gode del privilegio di essere la First Environment City of England e vanta splendidi parchi, fra cui lo straordinario Abbey Park.
Tra le più carine e divertenti particolarità di Leicester vi è la presenza di miriadi di animaletti, fra cui scoiattoli e volpi rosse, più simpaticamente denominate Urban Foxes, per la loro costante presenza fra le strade delle vie abitate.

Mi è capitato di vederne passare ben due fuori dalla finestra e una in una stradina vicino casa nel giro di pochissimi giorni, segno che non si tratta solo di una leggenda metropolitana.

Fra le "cose curiose" mi è capitato di avvistare un cartello con su scritto: ! FROG MIGRATORY CROSSING.

C'è poi la zona universitaria, immersa nel verde di Victoria Park e costruita presso l'imponente monumento eretto in memoria ai caduti delle Due Guerre, con il suo bellissimo viale di fiori di ogni genere e colore.
Per ora la sua fama di città prima per la cura dell'ambiente in UK ha ragione d'essere.

Attenderò l'inverno per scoprirne il nuovo volto :)





mercoledì 16 giugno 2010

Link

Il link a tutti i miei racconti che partecipano a BluSuBianco.

"Primula Gialla" e "L'ombra" sono in semifinale :)